Lettera mensile Ottobre 2025

Eventi chiave

Nei giorni immediatamente precedenti la metà di ottobre, la ferma volontà del presidente statunitense Donald Trump ha portato al raggiungimento di una tregua nella Striscia di Gaza. Il quadro geopolitico globale ha così offerto, finalmente, segnali di miglioramento.

Quanto questo equilibrio possa rivelarsi duraturo resta da verificare; tuttavia, il fatto che alcune violazioni dell’accordo, dinamiche purtroppo ricorrenti sulle sponde asiatiche del Mediterraneo, non abbiano riacceso il conflitto, rappresenta un elemento di relativa stabilità. I progressi compiuti in Medio Oriente assumono un’importanza che potrebbe estendersi ben oltre la regione.

La capacità di privilegiare il dialogo rispetto al confronto militare è una qualità che, se consolidata, potrebbe fungere da esempio anche per altre aree di tensione globale.

Al contrario, un eventuale fallimento della tregua rischierebbe di agire da detonatore, accentuando le tensioni già presenti su altri fronti geopolitici, in particolare in Europa orientale. In prospettiva più ampia, la dinamica osservata in Medio Oriente presenta analogie con quanto avvenuto recentemente nei rapporti tra Stati Uniti e Cina.

Dopo settimane di tensioni e di misure minacciose da entrambe le parti, si è compreso come l’escalation rappresenti solo un preludio alla necessità di un compromesso.

In entrambi i casi, emerge un principio chiaro: il riconoscimento condiviso che il dialogo, per quanto complesso, rimane l’unica via sostenibile per evitare conseguenze economiche e politiche più gravi.

La sensazione è che in Corea del Sud Trump e Xi Jinping abbiano avuto un dialogo diretto, guardandosi negli occhi, ma senza riuscire ancora a porre le basi per un’inversione di tendenza nello scontro che da mesi oppone Stati Uniti e Cina.

L’unico progresso tangibile, come accennato, sembra risiedere nella reciproca consapevolezza che un ulteriore peggioramento della situazione ora come ora è da considerare quale insostenibile per se stessi, e non solo per la controparte.

“We’re both going to work together to see if we can get something done.”
Il presidente USA a colloquio con i giornalisti a bordo dall’Air Force One dopo l’incontro con il suo omologo cinese Xi Jinging non elenca solo gli accordi raggiunti e quindi inquadra la situazione in generale.

Negli ultimissimi giorni del mese si sono tenute le riunioni di Federal Reseve e Banca Centrale Europea. La riunione della Fed era attesa con particolare interesse, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente Jerome Powell circa le crescenti difficoltà del mercato del lavoro.

Queste parole avevano alimentato l’aspettativa concreta di un taglio dei tassi d’interesse, mentre le insistenti pressioni di Donald Trump per una riduzione del costo del denaro hanno inevitabilmente riacceso il dibattito sull’indipendenza dell’istituzione monetaria.

Grande attenzione ha suscitato la conferenza stampa successiva alla riunione. Powell non ha nascosto come lo stato di salute dell’economia statunitense presenti sfide complesse: l’inflazione rimane al di sopra del target del 2% previsto dal mandato della Fed, mentre l’introduzione di nuovi dazi doganali rappresenta un ulteriore rischio al rialzo per i prezzi. D’altro canto, il deterioramento del mercato del lavoro emerge come un elemento di preoccupazione ancora più pressante.

Nel complesso, la banca centrale appare oggi più orientata a sostenere l’occupazione che a contenere l’inflazione, lasciando intendere che ulteriori riduzioni del tasso di riferimento potrebbero rendersi necessarie nelle prossime riunioni.

Va inoltre ricordato che lo shutdown federale, scattato alla mezzanotte del 1° ottobre, resta tuttora in vigore. Il blocco delle attività di diversi enti governativi, inclusi quelli incaricati della raccolta dei dati macroeconomici, limita significativamente la visibilità sull’evoluzione congiunturale del Paese.

Per quanto riguarda l’Europa, la riunione della BCE del 30 ottobre si è svolta in linea con le attese: nessuna modifica ai tassi e nessuna novità di rilievo sul fronte macroeconomico.

Prospettive

I vari concetti espressi in questa lettera vanno inseriti in una narrativa destinata a non cambiare a breve termine.

Poniamo in particolare l’accento su due aspetti: la visione della Fed circa la necessità di continuare a stimolare l’economia accompagnata dall’atteggiamento tutto sommato costruttivo da parte degli altri principali istituti centrali e la consapevolezza per le autorità politiche (in primis statunitensi e cinesi) che una guerra commerciale in questo momento finirebbe per arrecare danni di particolare rilevo per tutti.

Resta data la fondamentale importanza di continuare a gestire la volatilità dei mercati finanziari e contestualmente intervenire nel caso di necessità.