Lettera Mensile Maggio 2021

Eventi chiave

Inflazione, Covid e Crypto: il mese finanziario di maggio si è sviluppato attorno a questi tre elementi; nemmeno i violenti scontri tra Israele e Palestina hanno inciso sull’evoluzione dei principali indici internazionali.

Iniziamo con le cryptovalute, che hanno vissuto un mese particolarmente difficile durante il quale il valore della maggior parte di esse è crollato più del 50%. Sicuramente l’ascesa registrata da inizio anno (superiore al 200%, prima della flessione), ha giocato un ruolo significativo, ma un’incidenza più importante è da ricercare nelle dichiarazioni rilasciate dal governo cinese e da diverse banche centrali.

All’annuncio del governo di Pechino di non più voler accettare alcun pagamento con cryptocurrencies sul suolo nazionale, hanno fatto eco le voci di diverse banche centrali (più o meno importanti) che hanno esternato il loro scetticismo rispetto al mondo delle crypto.

Tra queste troviamo la BoJ e la BoE, mentre negli Stati Uniti a più riprese J.Yellen (Ministro del Tesoro) aveva espresso le sue perplessità sulle “nuove valute”.

In Europa, così come negli Stati Uniti, i numeri legati al Covid19 stanno migliorando, permettendo ai governi centrali di allentare le misure restrittive, offrendo così uno spiraglio di luce anche alle attività maggiormente colpite dalle misure di protezione esistenti.

Rimane invece ancora critica la situazione in Asia (alle prese con nuovi focolai) ed in America Latina (in particolar modo in Brasile).

I timori inflattivi sono tuttora presenti, malgrado gli annunci fatti a più riprese da diverse banche centrali: FED e BCE hanno nuovamente ribadito l’effetto passeggero dell’incremento dei prezzi ed hanno confermato che il piano di sostegno all’economia è ben lungi dal vedere una fine.

“We actually expect that inflation will remain moderate because there’s currently no overheating of the economy, production capacity isn’t fully utilized, firms can produce more, the labor market also still has slack”
T. Jordan, Presidente Banca Nazionale Svizzera

E’ pur vero che molte materie prime, negli ultimi mesi, hanno vissuto un sensibile incremento dei prezzi che si è parzialmente ripercosso sull’indice dei prezzi alla produzione e, di conseguenza, anche sui prezzi al consumo, ma altri elementi (come si evince dalla dichiarazione di T. Jordan) frenano l’eccessivo incremento inflattivo.

Sicuramente questa tematica ci terrà compagnia anche nei prossimi mesi e continuerà a incidere sui mercati finanziari a dipendenza delle aspettative che si creeranno e dai dati ufficiali che verranno pubblicati.

Prospettive

Con il rischio di apparire ridondanti, sottolineiamo ancora una volta che l’aspetto determinante per l’evoluzione futura dei mercati risulta essere l’inflazione: le mutevoli aspettative piuttosto che i dati che le banche centrali utilizzano quale riferimento potranno incidere sia sui valori azionari sia su quelli obbligazionari. Soprattutto se, a causa di tali dati, assisteremo a delle marcate e repentine oscillazioni dei tassi di interesse.

Il sostegno dei governi con piani d’aiuto “generali” piuttosto che con progetti d’investimento mirati (leggasi “infrastrutture” negli Stati Uniti) potranno mitigare gli effetti negativi di un eventuale rialzo della curva dei tassi d’interesse, oppure potranno fungere da volano nel caso le aspettative inflattive dovessero affievolirsi.

Il processo di riapertura in atto nel mondo occidentale potrà favorire i consumi dando un po’ di sostegno ad una crescita economica che fatica a svilupparsi ulteriormente anche a causa dei colli di bottiglia che frenano la distribuzione di determinati prodotti: il caso più emblematico risulta essere quello dei semiconduttori (dove l’offerta non riesce a soddisfare la crescita esponenziale della domanda), ma anche il trasporto di materie prime risente ancora delle difficoltà di riattivazione di tutti i canali distributivi attivi in epoca pre-covid.

Anche nel corso dei prossimi mesi potremo assistere a delle rotazioni settoriali all’interno del comparto azionario per cui ai ribilanciamenti implementati questo mese ne seguiranno altri per dare un nuovo equilibrio alla componente equity del portafoglio.

Manterremo alta l’attenzione anche sull’evoluzione di tassi di interesse per intervenire con puntuali aggiustamenti della quota obbligazionaria nel caso in cui la situazione lo rendesse necessario.