Eventi chiave
Semestre nuovo, temi vecchi; pur essendo in continua evoluzione.
In Medio Oriente lo scontro militare tra Israele ed Iran è passato ai libri di storia quale “Guerra dei 12 giorni”. Il presidente Netanyahu insiste però sul fatto che la sicurezza regionale resti lontana, giustificando così sia nuovi raid in Siria, sia il mantenimento della pressione sulla Striscia di Gaza.
Proprio lì, la crisi umanitaria ha toccato livelli drammatici, spingendo alcuni leader internazionali ad assumere un atteggiamento meno passivo: i presidenti francesi, britannico e canadese Macron, Starmer e Carney, fra gli altri, si sono detti favorevoli al riconoscimento dello Stato di Palestina, mentre dal mondo arabo giungono appelli ad Hamas affinché si attivi per favorire un accordo per gli ostaggi israeliani.
Sul fronte ucraino, le operazioni militari russe sembrano intensificarsi. A colpire maggiormente è però il cambiamento di atteggiamento di Trump:
ha affermato di aver perso la pazienza con Putin e di pretendere la cessazione degli attacchi in tempi brevissimi. Resta da vedere se la pressione verbale sarà seguita da fatti; da Mosca, intanto, è arrivato solo gelo
“ I don’t plan to fire him. I think he’;s done some things I don’t like, but that doesn’t mean I’ll fire him.” D. J. Trump si riferisce a J. H. Powell dopo essersi incontrati sul cantiere della sede della Fed il 24 luglio
Questo spazio è solitamente riservato ad economia e banche centrali. In questa occasione, è inevitabile soffermarsi sulle crescenti pressioni esercitate da D. Trump nei confronti del presidente della Federal Reserve J. Powell. Il confronto ha assunto toni piuttosto accesi, con richieste sempre meno velate di un rapido avvicendamento alla guida della banca centrale.
Dietro la polemica, la reale richiesta politica è chiara: procedere immediatamente ad un taglio dei tassi d’interesse. Il pretesto formale per contestare l’indipendenza dell’istituzione è stato individuato nel superamento del budget per la ristrutturazione della sede della Fed, i cui costi sono saliti a Usd 2,5 miliardi, rispetto ai 1,9 miliardi inizialmente previsti.
Sia la Fed, sia la BCE hanno recentemente tenuto i loro meeting ordinari. Nel contesto attuale, segnato dalle accese discussioni sui dazi doganali imposti dall’amministrazione statunitense, cresce l’interesse per comprenderne le possibili ricadute su congiuntura e inflazione.
Il rischio principale è quello di trovarsi di fronte allo scenario più complesso da gestire: un rallentamento dell’attività economica accompagnato da un’accelerazione del costo della vita. Una dinamica che metterebbe le banche centrali in una posizione scomoda, chiamate contemporaneamente a tagliare i tassi per sostenere la crescita e a rialzarli per contenere l’inflazione.
La BCE ha confermato di ritenere che il quadro economico attuale e le riduzioni di tassi d’interesse già attuate nei primi mesi dell’anno le permettano di ponderare gli sviluppi senza particolari pressioni.
La Fed si è riunita a ridosso di fine mese.
Al suo interno vi sono voci favorevoli a un taglio dei tassi d’interesse. Tuttavia, il presidente Powell ha ribadito che ogni decisione dovrà attendere una valutazione chiara dell’impatto dei dazi doganali sull’economia. La priorità resta comprendere l’evoluzione del contesto congiunturale.
Prospettive
Il tema dazi doganali continua a ricevere le principali attenzioni: l’amministrazione Trump ha fissato il 1. di agosto quale termine ultimo per trovare accordi che permettano di evitare severe imposizioni.
La realtà è che nemmeno nell’imminenza di questa scadenza si ha una visibilità accettabile, considerando come anche gli accordi già firmati lasciano spazio a molteplici interpretazioni.
Facciamo inoltre notare come le prime settimane d’agosto siano contraddistinte da volumi contenuti sui mercati finanziari, aspetto che molto spesso in passato ha fatto rima con volatilità particolarmente marcata.
Auguriamo a tutti voi una piacevole estate, con l’auspicio che il più presto possibile si possa avere una maggiore chiarezza e tranquillità nel clima geopolitico internazionale.

