Lettera Mensile Febbraio 2021

Eventi chiave

Dopo alcuni mesi ricchi di eventi sul fronte geopolitico internazionale, in febbraio abbiamo vissuto un periodo di relativa calma. Di sicuro rilievo l’avvicendamento politico in Italia, con la bocciatura di un terzo governo Conte ed il conseguente passaggio di consegne a Mario Draghi.

Vedremo nei prossimi mesi se questo cambiamento porterà beneficio non soltanto all’Italia, ma a tutta la comunità Europea, che continua a viaggiare su binari non paralleli. Inoltre durante gli ultimi giorni del mese si sono riaccesi gli animi tra USA e Iran con conseguente reciproco lancio di missili.

La crisi sanitaria, ad un anno dal suo arrivo in Europa, è lungi dall’essere terminata. L’inizio del processo di vaccinazione e l’avvicinarsi della stagione più calda porteranno sicuramente dei benefici, ma nel frattempo i governi centrali mantengono uno status di parziale lockdown, che continua a penalizzare severamente alcuni comparti economici.

Da ciò deriva la necessità, da parte dei governi medesimi e delle banche centrali, di mantenere vivi gli aiuti finanziari a sostegno delle classi più deboli e dei settori maggiormente colpiti.

In questo senso è da leggere anche il piano di 1'900 mia USD che il Governo Statunitense sta vagliando in questi giorni. La proposta del Presidente J. Biden è sul tavolo di Camera e Senato che dovrebbero avallare il progetto entro la metà di marzo.

Si tratta del primo vero test per il Governo Biden dopo l’insediamento alla Casa Bianca il 20 gennaio scorso. I numeri al Congresso USA sono a favore dei democratici, per cui non sono attese particolari sorprese, anche se si ventila la possibilità di un assegno leggermente più contenuto.

While we should not underestimate the challenges we currently face, developments point to an improved outlook for later this year.
Economic recovery remains uneven and far from complete, and the path ahead is highly uncertain.
J. Powell, Presidente Federal Reserve

Sulla stessa linea di pensiero troviamo anche la Banca Centrale USA che, attraverso le parole del suo presidente J. Powell, ha ribadito che il programma di espansione monetaria in atto si protrarrà ancora a lungo in quanto le condizioni base son lungi dall’essersi normalizzate.

Sul fronte economico abbiamo assistito ad un rialzo dei tassi d’interesse, con il decennale USA vicino all’1.5%, livello visto l’ultima volta alla vigilia dello scoppio della pandemia in Europa. Analogo movimento anche sul fronte europeo, dove i tassi di riferimento rimangono però negativi, ad eccezione del trentennale che è tornato sopra la soglia dello zero.

Prospettive

Dovremo seguire da vicino l’evoluzione dei tassi di interesse e capire se il movimento fatto registrare in queste ultime settimane sia l’inizio di un processo di inversione di tendenza oppure “solo” un fattore di volatilità passeggera.

L’incremento è stato repentino, portando il decennale USA dall’1% in zona 1.5%; questo fatto ha generato un innalzamento della volatilità sui mercati azionari. Il motivo è da ricercare nell’avvicinamento del rendimento delle obbligazioni decennali con il “dividend yield” offerto dal mercato azionario (situazione presentatasi l’ultima volta circa 12 mesi or sono).

Un ulteriore ed altrettanto brusco movimento potrebbe portare ad un assestamento generale degli asset finanziari.
Sono cresciute anche le aspettative inflattive, che per il momento rimangono all’interno delle linee desiderate dalle banche centrali (FED in primis): anche questo “nuovo” fattore dovrà essere monitorato costantemente.

Non da ultimo rimangono attivi gli strumenti di sostegno all’economia di Governi e Banche Centrali. Negli Stati Uniti la Camera dei deputati ha dato il via libera al piano di J. Biden, un’approvazione del Senato non dovrebbe tardare.

In Europa la BCE, per voce della presidente C. Lagarde, ha affermato che l’Unione non può in questo momento confrontarsi con un sensibile incremento dei tassi e quindi la Banca Centrale si adopererà per un controllo dell’evoluzione della curva dei tassi.

Riteniamo che i mercati azionari abbiano ancora spazio al rialzo sebbene gli ultimi giorni ci abbiano ricordato che questa evoluzione sarà costellata da una costante volatilità.