Lettera mensile Dicembre 2025

Eventi chiave

Le probabilità di giungere a una soluzione negoziata del conflitto tra Russia e Ucraina continuano a essere descritte come in aumento da parte di Trump.

La realtà appare tuttavia coerente con quanto già evidenziato nella lettera mensile dello scorso mese: la dinamica del conflitto prosegue lungo un percorso di progressivo inasprimento, mentre le posizioni negoziali di Mosca e Kiev restano profondamente distanti, rendendo al momento difficile intravedere un percorso credibile verso una reale distensione.

Il contesto geopolitico globale delineatosi negli ultimi giorni di dicembre non sembra, del resto, orientato verso una fase di attenuazione delle tensioni.

La pressione esercitata dagli Stati Uniti nei confronti del Venezuela si è intensificata, mentre i segnali di dialogo emersi dall’incontro tra Trump e Zelenski in Florida si sono rapidamente affievoliti, complice il riaccendersi delle tensioni a seguito di un attacco a una dimora riconducibile a Putin.

La Cina è parallelamente tornata a mostrare i muscoli nello stretto di Taiwan, in risposta alle significative forniture militari statunitensi a Taipei e al riemergere di frizioni diplomatiche con il Giappone.

In Medio Oriente, infine, il sostegno verbale espresso dagli Stati Uniti al governo israeliano ha rafforzato la posizione di Netanyahu, il quale ha dichiarato di essere pronto a riprendere l’azione militare sia a Gaza sia nei confronti dell’Iran.

Nel loro insieme, questi sviluppi contribuiscono a delineare un quadro internazionale caratterizzato da un’elevata frammentazione e da un crescente livello di incertezza, in cui le tensioni regionali tendono a sovrapporsi anziché attenuarsi, alimentando un contesto geopolitico strutturalmente instabile.

In prospettiva, lo sguardo al 2025 offre, sul piano geopolitico, un solo elemento di segno relativamente positivo, rappresentato dalla cessazione delle operazioni militari a Gaza.

Sul fronte delle relazioni commerciali, per contro, al picco delle tensioni raggiunto a inizio aprile con l’annuncio dei dazi doganali statunitensi ha fatto seguito una graduale tendenza alla distensione, che resta tuttavia fragile (del resto la Corte Suprema USA si deve ancora esprimere sui dazi) e fortemente condizionata dall’evoluzione del quadro politico internazionale.

“One thing that has not changed much at all and which, if anything, may have actually worsened is uncertainty. And uncertainty is not a comfortable position. So I think we all suffer from that degree of lack of comfort. And we are all attentive to uncertainty: how it pans out, whether it’s uncertainty related to geopolitics, whether it’s uncertainty related to the movement of trade from countries with overcapacity in particular, what happens at the borders of Europe. So there are lots of factors that are in play and that will evolve over the course of 2026 that are generating uncertainty” C. Lagarde (Presidente della BCE) in occasione della conferenza stampa seguente all’ultima riunione del direttorio per il 2025 (18 dicembre)

Ecco il testo unito, dove ho pulito le interruzioni di riga e le entità HTML, cercando di dare un senso logico anche ai dati della tabella e alle frasi spezzate:

Tutte le principali banche centrali si sono riunite nel corso del mese di dicembre e gli esiti delle rispettive riunioni non hanno riservato particolari sorprese ai mercati.

Per quanto riguarda la Federal Reserve, il presidente Powell ha confermato il proprio ruolo di elemento di coesione alla guida di un comitato sempre più caratterizzato dalla presenza di posizioni divergenti, riflesso di un contesto macroeconomico in cui il percorso di normalizzazione della politica monetaria appare tutt’altro che lineare.

A ciò si aggiunge il perdurare degli effetti indiretti del periodo dello shutdown, che continuano a incidere sulla regolarità e sulla leggibilità della pubblicazione dei dati macroeconomici, rendendo più complessa l’interpretazione del quadro congiunturale. Sul fronte europeo, le comunicazioni della Banca Centrale Europea si inseriscono in un contesto particolarmente delicato, del resto la citazione proposta qui sopra non lascia nessun dubbio.

Prospettive

Il nuovo anno si apre con caratteristiche molto simili a quello appena concluso, confermando un contesto complesso nel quale il messaggio delle banche centrali resta improntato alla prudenza e alla dipendenza dai dati. L’equilibrio tra crescita, inflazione e condizioni finanziarie continua infatti a richiedere grande attenzione, limitando la visibilità sulle decisioni future di politica monetaria.

In questo quadro si inserisce anche il cambio alla guida della Federal Reserve: in passato, l’insediamento di un nuovo presidente è stato accompagnato da dichiarazioni iniziali capaci di generare volatilità e di agitare temporaneamente i mercati finanziari.

Sul fronte geopolitico, le tensioni in atto non sembrano al momento riflettersi in modo significativo sull’andamento dei mercati finanziari; tuttavia, un contesto caratterizzato da numerosi focolai di instabilità implica il rischio di eventi improvvisi con un potenziale impatto violento, come già osservato nell’aprile 2025.

Cogliamo l’occasione per formulare i nostri auguri di un sereno nuovo anno, con un pensiero sincero rivolto a chi sta attraversando un momento difficile, nella speranza che i mesi a venire portino forza e nuove prospettive.