Eventi chiave
Lo scorso mese abbiamo accennato, in apertura di lettera mensile, alla “nuova” tematica inflattiva e le possibili implicazioni legate all’incremento dei tassi.
Ebbene dopo un primo trimestre in forte ascesa, il decennale USA si è stabilizzato in zona 1.65% (con marginali oscillazioni) portando una rinnovata calma anche sui mercati azionari.
E’ proseguita e sta proseguendo la campagna di vaccinazione; soprattutto negli Stati Uniti ed in Inghilterra si procede a passo spedito, mentre vi sono dei Paesi dove il processo avanza a rilento. Negli ultimi giorni del mese poi ci sono giunte le drammatiche immagini dall’India che, ricordiamo, si è sempre più sviluppato come centro di servizi per società europee e statunitensi. Un’evoluzione incontrollata della pandemia potrebbe avere ripercussioni non solo sociali all’interno del paese, ma anche internazionali per quanto attiene alcune attività del settore terziario.
Non da ultimo il Giappone, che sembrava aver superato il picco della crisi sanitaria, si è ritrovato confrontato con una nuova serie di focolai nelle aree metropolitane che hanno indotto il governo centrale a decretare una nuova serie di lockdown (dove il livello di scetticismo nei confronti dei vaccini è mediamente superiore rispetto agli altri paesi sviluppati).
Sul fronte politico-economico segnaliamo come in Europa si avvicini sempre più il termine di decisione per l’erogazione dei contributi legati al fondo “next generation”, mentre negli Stati Uniti il Presidente J. Biden ha rilanciato il piano a favore delle infrastrutture, portandolo a 4'000 miliardi USD. Al contrario della maggior parte degli ultimi interventi governativi a favore di un’economia resa fragile dalla pandemia, questa volta il piano sarà supportato da un incremento delle tasse, sia per i privati sia per le società.
Una nota prospettica positiva ci giunge dal CFO di Visa: non è nostra prassi soffermarci sui risultati societari in questa sede, ma il commento riportato nel riquadro sottostante sembra dare un’intonazione positiva all’evoluzione dei consumi e quindi della paventata sostenibilità della ripresa economica citata da J. Powell (Presidente della Fed).
"“People are starting to use debit more often than they did before in terms of the point of sale, and in more categories than they did before …"
J. Vasant Prabhu, Visa’s vice chairman and CFO
Negli Stati Uniti prosegue la corsa agli aiuti /sovvenzioni: dopo il programma di 2'000 miliardi USD varato nelle scorse settimana, è attualmente al vaglio un nuovo piano di interventi (mirato soprattutto sulle infrastrutture) per un valore superiore ai 2'000 miliardi USD da spalmare sull’arco dei prossimi 8 anni.
Questa volta però una nuova voce appare nelle comunicazioni dell’amministrazione Biden: un incremento delle tasse (a partire dal ‘22) che dovrebbe portare agli Stati un significativo aumento delle entrate fiscali.
In Europa si tentenna ancora sul progetto di finanziamento “next generation”, che non raccoglie il consenso di tutti i Paesi membri. Il termine per inoltrare a Bruxelles i progetti di investimento nazionali scade a fine aprile ed al momento pochi Paesi dell’EU hanno inviato la documentazione.
Un ultimo accenno alle storiche diatribe in atto e non ancora sopite: Europa e Regno Unito continuano a litigare per i parametri BREXIT, la guerra commerciale tra Cina ed USA, seppur al momento sotto tono, vive di sporadiche fiammate e tra i Paesi dell’OPEC+ non vi è armonia in merito alle future quote di produzione di greggio.
Elementi questi che, assieme ad altri, contribuiscono a mantenere un clima di parziale incertezza sui mercati finanziari.
Prospettive
Per le prossime settimane e mesi dovremo osservare da vicino l’evoluzione dei tassi di interesse: il tasso decennale USA è salito di altri 20 pb durante il mese di marzo, arrivando ad 1.70% (rispetto allo 0.90% di inizio anno); come già scritto lo scorso mese, un movimento repentino al rialzo dei tassi a lungo termine porterebbe instabilità sugli indici azionari ed obbligazionari con conseguenze anche sugli altri asset finanziari.
Il programma di vaccinazione prosegue a livello internazionale, ma per il momento il trend di contagio non ha ancora subito una significativa inversione di tendenza. Ciò continua a bloccare le riaperture di molte attività, con pesanti conseguenze per le casse governative, impegnate a strutturare dei programmi di sostegno ed investimento.
Su fronte del commercio internazionale abbiamo assisto al blocco del Canale di Suez, che poco ha influito sull’evoluzione dei mercati finanziari. Più importante potrebbe essere, per diversi comparti, la carenza di componenti di semiconduttori: diversi settori saranno essere costretti a ridurre la loro attività in attesa di un ritorno al normale flusso distributivo dei chip.
A ridosso dei primi 100 giorni di J. Biden alla conduzione degli Stati Uniti ci preme evidenziare un altro aspetto: oltre alla “iperattività” del Presidente osserviamo la sincronia con cui lavorano il Governo Centrale e la FED al fine di traghettare gli USA fuori dalla crisi innescata dal dilagare del virus CoVid-19. Una situazione ben diversa rispetto ai rapporti burrascosi che hanno contraddistinto il binomio Trump-Powell.