Lettera Mensile Dicembre 2020

1 gennaio 2021

EVENTI CHIAVE

Le festività Natalizie hanno portato alla sigla dell’accordo di BREXIT: dopo più di quattro anni dal voto britannico, un paio di crisi politiche e una strenua difesa dei diritti di pesca, B. Johnson e U. von der Leyen hanno apposto la firma ad un documento che permetterà alle due aree economiche di mantenere gli stretti rapporti commerciali in essere.

Sorge il dubbio che a spingere il fronte UK a firmare sia stato il blocco dei trasporti (durato 2 giorni) a seguito dello sviluppo della “variante inglese” del CoVid19 (che ha fornito un chiaro esempio di cosa sarebbe potuto accadere senza la ratifica degli accordi).

La partita comunque non è ancora chiusa in quanto vi sono ancora molti aspetti che dovranno essere discussi e regolamentati.
Anche alla soglia dello scadere del suo mandato, D. Trump non ha modificato il suo modus operandi, continuando imperterrito nella sua battaglia contro le “elezioni truccate” e opponendo resistenza all’accordo bipartisan in merito ai nuovi aiuti sociali legati alla situazione sanitaria.

Sul fronte della pandemia, possiamo dire che il mese di dicembre è stato bipolare: dapprima abbiamo assistito ad una nuova ondata di misure restrittive atte a contenere la diffusione del virus, tra Natale e Capodanno è invece stato l’inizio del programma di vaccinazione “globale” a prendere il sopravvento. Siamo solo all’inizio di questa procedura e l’efficacia dei vaccini potrà esser valutata nel corso del primo semestre 2021, ma questo sviluppo ha portato con sé un rinvigorito ottimismo per un futuro (seppur non prossimo) ritorno alla “normalità”.

Le banche ed i governi mantengono un elevato stato di allerta, pronti ad intervenire ulteriormente a sostegno dei settori economici maggiormente colpiti dagli effetti negativi della crisi sanitaria: J. Powell (Presidente della FED), durante l’ultima riunione dell’anno, confermando lo stato di prontezza di intervento della banca centrale USA, ha comunque sottolineato come si inizi a vedere una luce in fondo al tunnel.

Abbiamo vissuto un anno estremamente particolare, caratterizzato da una drammatica situazione sanitaria a livello globale, che ha avuto importanti conseguenze anche sull’economia internazionale.
Sull’arco di nemmeno 12 mesi abbiamo dovuto gestire tutte le fasi di un ciclo economico, fronteggiando una situazione contraddistinta da una scarsa visibilità delle prospettive a breve temine, che ha portato i mercati finanziari a dei movimenti particolarmente repentini e violenti.

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PROSPETTIVE

Il 2021 inizierà con importanti novità: sul fronte pandemico la citata campagna di vaccinazioni si estenderà sensibilmente, sul fronte politico il 20 gennaio assisteremo all’insediamento del 46° Presidente degli Stati Uniti. Sono e saranno due fattori che avranno importanti ripercussioni sui mesi successivi.
J. Biden dovrà far capire che indirizzo vorrà dare alla politica estera (non ci attendiamo grandi cambiamenti per quanto riguarda le relazioni con la Cina, mentre dovrebbe essere maggiormente propositivo nei confronti dell’Europa) e quale sarà il suo impegno a livello ambientale (uno dei suoi cavalli di battaglia nella campagna elettorale).

La diffusione del vaccino ed il conseguente (prospettato) miglioramento della situazione sanitaria potranno riportare una incremento dei consumi e ad un’ulteriore ripresa economica. A tal proposito completiamo il pensiero di J. Powell (parzialmente anticipato nella pagina precedente) che afferma “We’re thinking that this could be another long expansion”. I tassi di interesse tenderanno a rimanere bassi durante tutto il 2021 (e presumibilmente anche più a lungo), favorendo ancora i mercati azionari, mentre i valori obbligazionari si troveranno confrontati con uno scenario più complesso.

I mercati emergenti potranno giocare un ruolo importante; tra questi l’area asiatica risulta ancora una volta più interessante rispetto all’America Latina.
Particolare attenzione dovrà essere prestata all’evoluzione del USD, che sul finale di quest’anno è tornato vicino ai minimi del 2018 rispetto all’EUR. Le decisioni politiche di J. Biden e i probabili futuri interventi delle banche centrali potranno avere un impatto significativo sullo sviluppo del biglietto verde.

Il 2021 sarà un altro anno complicato, durante il quale dovremo ancora viaggiare a vista, pronti ad intervenire nel caso di repentini cambiamenti della situazione sanitaria e del contesto economico.
Rinnoviamo a tutti voi ed i vostri cari i nostri migliori auguri per un sereno anno nuovo.

Performance

  Dicembre Anno
SMI: +2.17% +0.82%
E’stoxx50: +1.72% -5.14%
S&P500: +3.71% +16.26%
Oro: -6.61% +24.86%
CHF vs Eur: +0.01% +0.615%
CHF vs Usd: +3.13% +9.68%
Eur vs Usd: +3.11% +9.68%

Tassi d'interesse a 5 anni (al 31 Dicembre)

CHF -0.77%
Eur: -0.74%
Usd: +0.36%
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Quotazioni (al 31 dicembre)

EurChf: 1.0840
UsdChf: 0.8813
Oro: 1'894.39 Usd / oz
Petrolio: 48.52 Usd / bl
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